Il 3 Novembre 1918 fu firmato a Villa Giusti l'armistizio tra l'Impero Austro-Ungarico e l'Italia con la condizione che sarebbe diventato effettivo trascorse 24 ore.
Il 4 Novembre, dunque, è diventata la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate in cui viene commemorata la vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.
È stata istituita festa nazionale nel 1919 e, fino al 1976, considerata giorno festivo.
È l'unica festa nazionale celebrata in Italia prima, dopo e durante il fascismo.
Nel 1977, con la riforma del calendario delle feste nazionali, è stata abolita quale giorno festivo e la sua importanza, nel corso dei decenni successivi, ha cominciato a diminuire. Durante gli anni settanta è stata, inoltre, oggetto di contestazione da parte di diverse correnti politiche.
Grazie all'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, negli anni duemila, questa importante giornata ha ricominciato ad avere celebrazioni di più ampio rilievo.
Ogni anno, in occasione della giornata del 4 Novembre, il Presidente della Repubblica e le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto - militare italiano caduto durante la Prima Guerra Mondiale e mai identificato, sepolto a Roma all'interno dell'Altare della Patria - e, in contemporanea, il Presidente del Senato (in sostituzione del Presidente della Repubblica, impegnato all'Altare della Patria) si reca in visita al Sacrario Militare di Redipuglia, luogo di commemorazione per i soldati morti durante la Guerra Mondiale.
Al Milite Ignoto è stata conferita una medaglia d'oro al valore militare con la seguente motivazione : "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria."
Ricordare ricorrenze nazionali, come quella del 4 Novembre, aiuta a mantenere vivo il ricordo di migliaia di italiani che hanno sacrificato la propria vita per tener alto il nome del nostro Paese in epoche così lontane da quella attuale, dalla nostra.
Ricordare e celebrare il nostro Paese contribuisce a mantenere viva la nostra identità.
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